Le ricette della nostra tradizione

 

Taiadela unaur e vant
ed Bulagna, gran purtant,
t’fè turnèr in sentimant
anch chi casca d’azzidant!
A te gloria! In cunzidrela
totta ardotta in dla scudela,
acsè conza e acsè bela
Dio t’bandessa, taiadela.


(Tagliatella onore e vanto / di Bologna, gran portento / fai tornare in sè / anche chi è colpito da accidente! / A te gloria! Come in una culla / adagiata nella scodella / così condita e così bella / Dio ti benedica, tagliatella )

Eugenio Roncagli (poeta dialettale)

 

I tortellini in brodo

Il vero tortellino bolognese è preparato dentro a una sfoglia di farina e uova di 6/10 mm, con un ripieno preparato con lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella di Bologna, Parmigiano Reggiano, uova e noce moscata. Importantissimo il brodo che deve essere preparato con la cosiddetta “pentola completa” composta da gallina, ossa di manzo, carne di manzo, molto il adatto il campanello, sedano carota, cipolla.

 

Le lasagne

Le lasagne alla Bolognese sono un piatto tipico della gastronomia dell’Emilia Romagna e, nello specifico, della città di Bologna, ma sono universalmente conosciute come uno dei piatti simbolo della cucina italiana nel mondo.
Per preparare una buona lasagna alla Bolognese, la cosa fondamentale è la giusta scelta degli ingredienti: per prima cosa il ragù di carne, che deve essere rigorosamente per metà di manzo e metà di maiale per dare sapore alla ricetta, la besciamella, ed infine, ma non per ultime, le lasagne verdi con la sfoglia porosa adatta a trattenere il condimento per ottenere una consistenza perfetta!

 

La cotoletta alla petroniana (o alla Bolognese)

E’ una variante ricca della cotoletta alla Milanese; una fetta di carne magra a scelta tra maiale e vitello, impanata,  fritta con buon crudo Parma e formaggio è un rispettabile esempio di grande cuisine tradotta in petroniano.

 

la zuppa inglese

La zuppa inglese è un dolce al cucchiaio, antico da secoli che appare nella cucina di Bologna, Ferrara, Reggio Emilia nell’ottocento. A base di Pan di Spagna inzuppato nell’Alchermes e una piccola quantità di mandorla amara, composto da strati di crema pasticciera e al cacao. Sebbene la sua origine non sia certa, la sua denominazione tradisce la derivazione dalla cucina Inglese del periodo elisabettiano.

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